Tre strumenti per gestire lo stress da lavoro correlato

Stress da lavoro correlato: 3 strumenti per gestirlo nelle professioni sanitarie

Lavorare nelle professioni sanitarie può voler dire andare incontro a tutta una serie di difficoltà, come turni di lavoro molto serrati, emergenze o mansioni spesso non delegabili. Trattandosi inoltre di un lavoro di relazione, a queste vanno senz’altro aggiunte quelle che derivano dal flusso di emozioni e di sofferenza con cui si entra in contatto ogni giorno.

Anche se interessano la sfera emotiva, queste difficoltà sono alla base dei comuni disturbi da stress da lavoro correlato.

In questo articolo vediamo insieme quali sono le conseguenze negative dello stress da lavoro e quali strumenti abbiamo a disposizione per gestirlo nell’ambito delle professioni sanitarie.

Stress da lavoro correlato

La valutazione di stress da lavoro correlato, come ben sappiamo, interessa qualsiasi tipo di lavoratore. Eppure, coloro che svolgono un lavoro di relazione – in particolar modo nelle professioni sanitarie – sono attualmente considerati alcuni tra i soggetti più a rischio.

Come spiego anche nell’articolo Stress da lavoro correlato e professionisti della relazione d’aiuto, le relazioni con gli altri sono la principale causa di stress, soprattutto se caratterizzate da un grosso flusso di emozioni da gestire.

Medici, infermieri e operatori socio-sanitari passano molte ore a contatto con persone spaventate dalla malattia, debilitate dal dolore o invase da paure fisiologiche, come quella che il percorso oncologico seguito non abbia l’effetto sperato o, addirittura, di non poter tornare più a casa. Sta ai professionisti accogliere la sofferenza di queste persone e fare il possibile per sciogliere dubbi, fornire risposte e mitigare quanto possibile alcune di quelle ansie.

Anche se in parte, queste emozioni restano comunque impresse nell’animo del professionista. Le paure e le ansie degli altri, se non vengono correttamente gestite, si trasformano nella persona che le riceve in irritabilità, rabbia, frustrazione, senso di incapacità e bassa autostima.

Il professionista stressato che torna a casa non sarà di certo un compagno amorevole, un amico o un genitore affettuoso; e magari il giorno dopo andrà al lavoro di cattivo umore, sarà scontroso nei confronti dei suoi collaboratori e si sentirà in ogni momento infelice e insoddisfatto del lavoro che fa, o addirittura della qualità della sua vita.

Queste emozioni non gli permetteranno di essere un buon professionista dell’aiuto: come potrà instaurare un rapporto di fiducia con i suoi assistiti se vede in loro soltanto una fonte di stress?

Come vedi, basta una piccola scintilla per azionare un meccanismo disfunzionale che riguarda la vita sia lavorativa sia privata del professionista.

3 strategie per riflettere sul proprio benessere lavorativo

Agire in anticipo per evitare che i sintomi da stress da lavoro si trasformino in veri e propri disturbi di carattere patologico è fondamentale. Troverai qui di seguito 3 esercizi che ti aiuteranno non solo a gestire le emozioni più disfunzionali che porti a casa dopo l’orario di lavoro, ma anche a ricalibrare la tua energia e a riportare il focus dell’attenzione su te stesso.

1. I 3 perché

La prima tecnica di gestione che ti consiglio è un semplice ma efficace esercizio di riflessione. Al mattino, mentre ti stai preparando per recarti a lavoro, in pausa pranzo o nel momento che ritieni più opportuno, individua 3 possibili risposte alla domanda: “Perché svolgo il mio lavoro?”.

Questa riflessione ti aiuterà a recuperare l’entusiasmo perduto, lo stesso che ti ha spinto a compiere determinate scelte di vita e a percorrere la strada delle professioni sanitarie piuttosto che qualsiasi altra.

Cerca le motivazioni intrinseche profonde: scava sotto la superficie alla ricerca dei meccanismi che ti smuovono. Davvero stai facendo questo lavoro soltanto perché è lo stesso dei tuoi genitori, o ami davvero quello che fai? Hai scelto questa strada soltanto per soddisfare il tuo bisogno di approvazione o senti di nutrire una vera passione per il tuo mestiere? È davvero questa la tua missione di vita? Il tuo lavoro ti rende felice?

Se fai fatica a trovare una risposta che ti soddisfi, allora fermati a riflettere ancora e analizza le tue paure. Sei disposto ad affrontare le difficoltà che ti rendono infelice e a riconquistare la fiducia in te stesso? O sarà forse il caso di rivedere le tue priorità e scegliere eventualmente una strada diversa da percorrere?

Se ti interessa approfondire questo aspetto, leggi anche: “Non voglio più fare il medico”. Una fragilità di cui si parla troppo poco.

2. I 3 grazie

Sentiti grato: è questo il secondo consiglio che voglio darti.

Sei un professionista della relazione d’aiuto, stai svolgendo il lavoro che ami (l’esercizio precedente sarà a questo punto una conferma), un lavoro di grande importanza che ti permette di migliorare in maniera concreta la vita delle persone. Focalizza la mente sugli elementi positivi che ti circondano ed esprimi a parole questa tua gratitudine.

Pronunciare o scrivere ogni giorno 3 ragioni per le quali ti senti grato ti aiuterà ad affrontare le giornate con un umore diverso: sarai portato a vedere la vita come un dono e non come una lotta alla sopravvivenza. Concentrandoti su ciò che hai, riuscirai a dare maggiore importanza al tuo presente e ti sentirai inevitabilmente ricco e riconoscente nei confronti della vita e di te stesso. Infine, con quest’attitudine aumenteranno anche le tue difese immunitarie.

Fidati, i risultati sono immediati e sorprendenti!

3. Respirazione e meditazione

Quest’ultima tecnica di gestione dello stress prevede uno sforzo mentale e corporeo.

Utilizza le pause che hai a disposizione per fare un esercizio di respirazione o di meditazione libera o guidata. Stacca la mente dal contesto nel quale ti trovi e concentra tutte le tue attenzioni sul petto e sul tuo respiro.

Per qualche minuto non inseguire i tuoi pensieri ma lasciali vagare liberamente. Fatti trascinare dalle sensazioni che senti, da una musica che ti piace o semplicemente dal suono del tuo respiro. Vedrai che dopo pochi minuti ti sentirai rigenerato: sarai in grado di ripartire con più grinta ed energia.

Che professionista vuoi essere?

Ricorda: per far star bene gli altri devi prima di tutto stare bene tu. Non trascurare i sintomi dello stress, impara a gestire le tue emozioni e riparti da te stesso.

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