Gli effetti del cancro sui caregiver un viaggio tra speranza e difficoltà

Gli effetti del cancro sui caregiver: un viaggio tra speranza e difficoltà

Essere accanto a una persona che vive l’esperienza del cancro significa intraprendere un viaggio fatto di alti e bassi, di momenti di serenità e momenti di sconforto. Il peso fisico, psicologico e sociale che deriva dal fornire quotidianamente assistenza al malato oncologico è indubbiamente imponente e difficile da gestire, senza gli adeguati strumenti fisici ma soprattutto emotivi. 

La natura stessa della malattia oncologica, che spesso si protrae a lungo nel tempo e attraversa fasi variabili, richiede al caregiver un impegno costante ed una grande flessibilità, per adattarsi ai diversi bisogni del malato. L’esperienza di caregiving può diventare totalizzante, influenzando profondamente la vita di chi la svolge. 

Il caregiver: un atleta che affronta la più difficile delle maratone

I progressi ottenuti dalla medicina e dalla ricerca nel campo della lotta al tumore e l’accesso a terapie innovative offrono oggi sempre più speranza a chi si trova ad affrontare il delicato scenario della malattia oncologica. Tuttavia, dietro ogni malato che affronta l’esperienza della malattia, c’è spesso un caregiver di riferimento che si assume il compito di prendersi cura del proprio caro durante tutto il lunghissimo percorso della malattia. Questo ruolo di sostegno è fondamentale, ma comporta anche sfide significative per chi lo ricopre.

Il caregiver oncologico si trova ad affrontare un compito difficile: si tratta di un periodo molto lungo e complesso che alterna momenti di speranza a momenti più duri di frustrazione e di sconforto. A volte, questa esperienza può portare ad affrontare sintomi di stress, tra cui insonnia, affaticamento, peggioramento generale dello stato di salute, depressione. 

Secondo un’indagine di Eikon Strategic Consulting, l’84% dei caregiver di persone malate di tumore sviluppa alti livelli di disagio psicologico e più del 50% soffre di depressione o burnout. Il coaching oncologico è dunque una risorsa cruciale per offrire un prezioso supporto psicologico ed emotivo al caregiver, che in tal modo, a sua volta, potrà supportare con più strumenti ed energie la persona con un tumore.

Gestire questo ruolo per il caregiver può essere particolarmente faticoso, poiché il malato oncologico attraversa diverse fasi del percorso di cura, con soluzioni che possono variare nel tempo e influenzare l’umore, il livello di benessere e le esigenze del malato.

Pensare al caregiving come a una maratona anziché a una corsa breve può essere un modo utile per affrontare questa sfida. Come un maratoneta, il caregiver deve imparare a dosare le proprie energie nel tempo, evitando di bruciarsi troppo presto. È importante mantenere un equilibrio tra il prendersi cura del malato e il prendersi cura di sé stessi, senza lasciarsi sopraffare dall’incertezza e dalla lunga lista di compiti da svolgere.

Consigli pratici per affrontare il viaggio del caregiving

Se sei un caregiver e stai affrontando, insieme al tuo famigliare o amico, il percorso oncologico, troverai di seguito alcuni consigli pratici che puoi applicare da subito per gestire al meglio il tuo ruolo.

Innanzitutto, mantenere una buona qualità di vita è essenziale. Continuare a perseguire le proprie attività e i propri progetti può aiutarti a mantenere un senso di normalità e a prevenire il burnout. Se vuoi approfondire questo tema e capire quali conseguenze può provocare ignorare i campanelli d’allarme che il tuo corpo e la tua mente ti inviano, ti invito a leggere il mio articolo dal titolo “Burnout del caregiver: cos’è e come affrontarlo”

Inoltre, dedicare del tempo all’attività fisica può essere di grande aiuto. Fare sport, seguire un’alimentazione sana e trovare momenti di svago sono tutti modi per prendersi cura di sé stessi. Anche dividere i compiti con altri familiari o amici può aiutarti ad alleggerire il carico di lavoro e a ridurre il senso di isolamento e di affaticamento che il percorso di caregiving provoca. 

La miglior strategia che puoi adottare per potenziare il livello di assistenza fornito al tuo caro e, nel contempo, ridurre il carico di stress e di disagio emotivo che il caregiving porta con sé è senza dubbio affidarsi al sostegno psicologico di un professionista qualificato ed esperto che ti guidi in questo periodo e ti fornisca le coordinate giuste per affrontare e comprendere ciò che stai vivendo. Da questo punto di vista il coaching oncologico, il metodo scientifico e pratico che ho ideato e trasferito a centinaia di professionisti della relazione di aiuto e caregiver, può rivelarsi un valido e prezioso alleato per imparare a gestire ed esprimere le tue emozioni e superare tutte le difficoltà legate al caregiving. 

Su questo tema ho scritto un articolo dal titolo “Sei un caregiver? Scopri come il coaching oncologico può fornire a te e a chi ami un valido e prezioso supporto”.

 

Conclusione

Essere un caregiver oncologico è un ruolo fondamentale nel processo di guarigione del proprio caro, ma è importante non trascurare la propria salute fisica e mentale lungo il cammino. Con dedizione, determinazione e sostegno, è possibile affrontare questa sfida con forza e resilienza. Essere caregiver è un compito impegnativo e complesso, caratterizzato da una serie di sfide e difficoltà. È importante riconoscere gli effetti che questa esperienza può avere sulla propria vita e sulla propria salute, e cercare sostegno quando necessario. Solo così si potrà continuare a offrire un aiuto prezioso e amorevole a chi ne ha bisogno, mantenendo nel contempo un equilibrio emotivo e psicologico.

Perciò l’ultimo consiglio che mi sento di darti è di raccogliere più informazioni possibili, studiare e formarti su ciò che essere caregiver significa e sulle dinamiche che caratterizzano la malattia oncologica e la relazione fra “curato” e “curante”. Sul mio blog troverai tantissimi articoli che approfondiscono e descrivono l’esperienza del cancro in tutte le sue sfaccettature. Puoi cominciare da qui per informarti e migliorare il tuo approccio alla malattia. 

Se invece ti senti pronto per fare davvero la differenza e ritieni che sia giunto il momento di trovare un valido e potente alleato in questo viaggio al fianco del malato oncologico, ti invito a guardare il video-corso “Diventa l’aiuto che vorresti avere”. Lezione dopo lezione capirai come diventare un caregiver migliore e capace di aiutare davvero chi sta soffrendo. 

Non sai da dove partire e vorresti ricevere un consiglio personalizzato sulle tue esigenze? 

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Parlo di questi temi all'interno del Master in Coaching Oncologico

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