Diventare una Cancer Coach non è stata solo una scelta professionale, ma una vera e propria vocazione. Ho scelto di intraprendere questo percorso professionale ed umano dando ascolto ad una chiamata che mi sono sentita rivolgere in uno dei momenti più bui della mia esistenza: la mia seconda diagnosi di tumore.
In quel momento di sconforto, difficoltà e dolore il cancer coaching e quindi il coaching oncologico è stato per me la luce che non ha solo illuminato il mio cammino, aiutandomi a trasformare ed affrontare l’esperienza che stavo vivendo, ma è diventato soprattutto un faro di speranza anche per tutti coloro che avrebbero poi, negli anni successivi, scelto di affidarsi al mio percorso e di chiedere il mio supporto dopo aver ricevuto la stessa diagnosi.
Questa mentalità e questa visione sono state il carburante per la mia guarigione profonda. E sono fermamente convinta che questo abbia aiutato tantissimo il mio percorso anche di terapie, visto che quando sono partita ero ancora sotto terapia farmacologica.
Hering medico tedesco dell’800 diceva: “il percorso di guarigione inizia quando ti prendi la responsabilità e fai il primo passo verso un futuro diverso”.
Quindi forte degli strumenti appresi e della consapevolezza acquisita, non potevo aspettare e ho capito chiaramente che la direzione verso cui dovevo andare era quella di dare il mio personale contributo al mondo e di realizzare una missione. Diventare cancer coach mi ha permesso di soddisfare il desiderio di aiutare gli altri, mettendo al loro servizio l’esperienza fatta negli anni, gli errori commessi, la sofferenza provata e i traguardi raggiunti.
Era chiara in me la consapevolezza che, se avessi vissuto anche solo per pochi anni, avrei fatto davvero ciò che sentivo, percorrendo la strada che il destino aveva tracciato per me sin da quando ero venuta al mondo.
E così sono partita.
Indice dell'articolo
Il mio viaggio verso il coaching oncologico : una nuova vita dopo la tempesta
L’esperienza del cancro può essere paragonata a una tempesta che sconvolge l’esistenza, lasciando dietro di sé un paesaggio irreversibilmente trasformato. Per molte persone che ricevono la diagnosi di tumore, il percorso attraverso la malattia è un viaggio oscuro e solitario; per me, al contrario, vivere l’esperienza del cancro per ben due volte è stato rivelatorio. Mi ha permesso di trasformare profondamente me stessa e la mia vita ad un livello di profondità che mai avrei pensato e mi ha dato una missione da perseguire negli anni successivi.
Questa metamorfosi non mi ha semplicemente rinnovato, ma mi ha permesso di toccare con il mio lavoro le vite di centinaia di persone che a me si sono rivolte per intraprendere lo stesso percorso di crescita personale e cambiamento che io stessa avevo vissuto. Il risultato è un’eredità duratura che continuerà a emanare speranza e ispirazione ben oltre la mia esistenza.
E’ stata una rivelazione, una metamorfosi che ha trasformato profondamente la mia esistenza, donando un senso profondo e un nuovo significato alla sofferenza che ho vissuto, dandomi finalmente il permesso di mettermi al centro della mia vita, a differenza di prima, quando mi mettevo sempre per ultima
Aver creato un metodo chiaro e concreto e aver sintetizzato quasi 20 anni di crescita personale, mettendo gli strumenti che ho ritenuto più efficaci per una trasformazione reale e duratura, non è stato affatto semplice, ma mi riempie l’anima e il cuore ogni giorno sapere di averlo fatto e che oggi è al servizio di tanti altri,
Guarda alcune delle testimonianze di chi ha fatto il percorso.
Il mio viaggio come Cancer Coach è iniziato a prendere forma in uno dei momenti più bui della mia vita e ricevere per la seconda volta una diagnosi di tumore è stata un’esperienza davvero devastante (chi lo ha provato potrà confermare).
Tuttavia, in mezzo a tutto il dolore e la confusione che avevano invaso la mia vita ho intravisto la possibilità di rinascere. Come l’albero scosso dal vento impetuoso trova la forza di radicarsi più profondamente, così io ho trovato nelle mie radici l’energia per germogliare verso una nuova direzione. Questa rinascita non è stata solo fisica, ma ha coinvolto la mente e il mio cuore.
A chi le sa cogliere il tumore insegna sempre lezioni importanti
La malattia mi ha insegnato tante lezioni, e una delle più significative è stata senza dubbio la capacità di comprendere il grande potere che l’ascolto empatico e la condivisione di storie personali può esercitare nel percorso di guarigione di tutti coloro che affrontano il tumore.
Ho imparato che ogni persona che incontri è un capitolo unico e che ogni storia condivisa è una lezione di vita. Questa consapevolezza mi ha permesso di sviluppare strumenti pratici di cambiamento e di trasformazione, maturati dopo anni di formazione e crescita personale.
Ogni sessione con il proprio assistito diventa un’opportunità per me come Cancer Coach di intrecciare la mia esperienza con la sua, creando un legame che va oltre il semplice supporto professionale. In questo spazio condiviso, ogni ostacolo superato insieme non solo aiuta il mio assistito a trovare nuove vie per la sua guarigione, ma ridisegna anche il significato della mia stessa sofferenza, trasformandola in un potente catalizzatore per il cambiamento.
Credo profondamente che gli altri non siano altro che lo specchio di noi stessi e di ciò che abbiamo superato o di ciò che ancora fa parte di noi, quindi coloro che si affidano a me sono i miei più grandi maestri. Tutti siamo sempre maestri e allievi allo stesso tempo.
Il lavoro del Cancer Coach: una preziosa eredità umana che va oltre il tempo
La mia trasformazione in Cancer Coach non ha solo influenzato positivamente la mia vita, ma ha anche toccato quelle di centinaia di persone, lasciando un’eredità di speranza e resilienza.
La mia storia è essa stessa un promemoria e mi ricorda ogni giorno che, anche nei momenti di grande oscurità, possiamo sempre trovare la luce. Questo percorso ha dato vita a un progetto rivoluzionario di enorme valore umano.
Trasformare il dolore e l’incertezza in qualcosa di costruttivo è diventato il motore propulsivo del mio lavoro. Ogni persona che ho accompagnato nel proprio percorso di guarigione è diventata parte di un mosaico più grande, testimoniando come dalla più profonda oscurità possa nascere speranza.
La trasformazione da malato a guida è stata una svolta significativa per me. Non più solo destinataria di cure, sono diventata una partecipazione attiva e un pilastro di supporto per gli altri. Questo cambiamento ha arricchito la mia identità e ha dato un nuovo, profondo senso alla mia esistenza.
L’impatto del mio lavoro si misura non solo nei sorrisi che tornano a riaccendersi o nelle paure dissipate, ma anche nell’eredità di speranza e resilienza che continuerò a lasciare. Questa eredità, che va oltre il tempo, sarà una guida per le mie figlie e per chiunque decida di seguire questo cammino.
Essere un Cancer Coach quindi non significa semplicemente svolgere una professione, ma equivale ad una vocazione che solo pochi sanno accogliere e far propria, è un Identità, un modo di vivere e vedere la vita, è un Essere un Esempio per sé stessi e per gli altri, è dare un messaggio Divino a chi lo sa cogliere, è dare dignità alla sofferenza, è aver risolto i conflitti delle generazioni precedenti, ed è un Cammino da Svegli pieno di bellezza e di pienezza.
Il coaching oncologico ti permette, grazie a strumenti pratici e a competenze consolidate, di fare davvero la differenza nella vita delle persone che chiedono aiuto, trasformando la loro sofferenza in una forza positiva che li spinge ad andare avanti e a trovare nel fondo del loro cuore le risorse necessarie a cambiare la loro vita.
È un lavoro che arricchisce l’anima, che allinea perfettamente il mio stile di vita con ciò che veramente mi appassiona e riempie il cuore.
Se anche tu senti il richiamo di fare la differenza, di trasformare la sofferenza in una forza positiva e di guidare gli altri trasformando i loro momenti bui, in momenti di luce e di vita vera, diventando un Esempio per la tua comunità e per il mondo intero e quindi diventando un Cancer Coach professionista.
Segui il percorso dal Master di 1 livello, per poi ottenere l’abilitazione con il Master di 2 livello.