Gestire il malato oncologico

Lo sai che il 90% dei malati oncologici si lascia andare dopo una comunicazione sbagliata o poco efficace?

Nel corso degli anni, ho avuto modo di ascoltare centinaia di storie di persone che hanno affrontato esperienze oncologiche e di chi è stato loro accanto nel percorso. Ogni racconto è unico, ma ciò che emerge con forza da ognuno di essi è l’impatto che le parole e il modo in cui vengono comunicate possono avere sulle emozioni e sulla percezione della realtà di chi si trova a vivere un momento così delicato.

Oggi voglio condividere la storia di Lisa, che penso possa rispecchiare l’esperienza di tante altre persone.

Quando le Parole Cambiano Tutto: La Storia di Lisa

Lisa ricorda con precisione il momento in cui ha ricevuto delle informazioni difficili sulla sua salute. Era una mattina come tante, un appuntamento di routine, senza alcun sentore che la sua vita stesse per cambiare radicalmente. Dopo alcuni accertamenti, percepiva che qualcosa non andava, ma nessuno le dava spiegazioni. Poi, di fronte a uno specialista, si è sentita dire in modo diretto e distaccato che la sua situazione richiedeva un percorso complesso.

Le parole ascoltate in quell’istante hanno avuto un effetto profondo dentro di lei: il cuore ha iniziato a battere all’impazzata, il respiro è diventato affannoso, le mani hanno cominciato a tremare. Ma ciò che l’ha segnata di più non è stata solo la notizia in sé, bensì il modo in cui le è stata comunicata.

“Pensi positivo!” è stata la frase che si è sentita dire alla fine del colloquio.

E da quel momento, quella frase ha iniziato a risuonare nella sua mente, creando confusione e frustrazione.

“Come posso pensare positivo, se dentro di me tutto è cambiato?”

Lisa, da quel giorno, ha iniziato un percorso interiore complesso. Il senso di smarrimento si è fatto sempre più forte: come affrontare la vita di prima quando niente sembrava più come prima? Il lavoro, le relazioni, le responsabilità quotidiane: tutto appariva più difficile, tutto richiedeva un’energia che non sapeva più di avere.

Inoltre, la pressione sociale di “dover pensare positivo” la faceva sentire ancora più inadeguata. Sentiva il peso delle aspettative di chi le stava accanto, l’invito costante a essere forte, a non arrendersi, a non mostrarsi vulnerabile.

Ma il pensiero positivo non è un interruttore che si accende a comando. È un processo, un percorso graduale che richiede consapevolezza, accettazione e strumenti concreti per affrontare la realtà.

Il Potere delle Parole nella Relazione d’Aiuto

Le parole possono avere un impatto enorme sulla percezione e sulla capacità di affrontare un momento delicato. Spesso, chi si trova accanto a una persona che vive un’esperienza oncologica non sa cosa dire. Per paura di sbagliare, si utilizzano frasi di conforto che, pur dette con buone intenzioni, possono risultare poco efficaci o addirittura frustranti.

Ecco alcune espressioni che è meglio evitare e il motivo per cui possono avere un effetto negativo:

“Pensa positivo.” → Implica che la persona dovrebbe controllare le proprie emozioni in modo immediato, senza riconoscere il dolore e la paura che sta vivendo.

“Andrà tutto bene.” → Nessuno può prevedere il futuro. Questa frase può suonare come una minimizzazione dell’esperienza che la persona sta affrontando.

“Ti capisco.” → A meno che non si sia vissuta un’esperienza simile, è difficile comprendere fino in fondo cosa sta provando l’altro.

“Passerà.” → Anche se l’intenzione è rassicurare, questa frase può risultare poco autentica e generare senso di solitudine.

Le parole che scegliamo di usare possono fare la differenza tra creare un senso di connessione e far sentire l’altro ancora più solo nel proprio percorso.

Come Comunicare in Modo Empatico ed Efficace

Se vogliamo davvero essere di supporto a chi sta affrontando un’esperienza oncologica, possiamo utilizzare un linguaggio più consapevole e rispettoso delle emozioni altrui.

Sostituire il “Pensa positivo” con:
“Capisco che questo momento sia difficile. Se vuoi, possiamo parlarne insieme.”

Evitare “Andrà tutto bene” e dire invece:
“Non so cosa accadrà, ma se hai bisogno di un supporto, io ci sono.”

Al posto di “Ti capisco”, dire:
“So che stai vivendo un momento complesso. Se vuoi raccontarmi come ti senti, sono qui per ascoltarti.”

Invece di “Passerà”, provare con:
“Ci sono tante emozioni in questo momento. Ti va di condividerle con me?”

Le Domande che Possono Aiutare

Oltre a usare parole più consapevoli, un ottimo modo per aiutare una persona a ritrovare un senso di controllo sulla propria vita è porre domande aperte che la mettano nella condizione di esplorare le proprie risorse e possibilità.

Alcuni esempi:

“Quali sono le cose che ti fanno sentire meglio in questo momento?”
“Hai bisogno di qualcosa di concreto di cui posso occuparmi per alleggerirti?”
“C’è qualcosa che posso fare per esserti d’aiuto?”
“Quali persone o situazioni ti danno più serenità?”

L’obiettivo non è trovare una soluzione immediata, ma offrire uno spazio sicuro in cui l’altro possa esprimere ciò che sente senza il timore di dover essere sempre forte o di dover rispondere alle aspettative esterne.

La Presenza: Il Miglior Supporto

A volte, non servono parole.

Essere presenti, far sentire il proprio supporto attraverso gesti concreti, piccoli aiuti pratici o semplicemente stare accanto senza dire nulla, può fare una differenza enorme.

Le frasi che più aiutano sono semplici e genuine:

“Io sono qui.”
“Sappi che puoi contare su di me.”
“Se hai bisogno, dimmi come posso aiutarti.”
“Ti sono vicino.”

Il Valore di una Comunicazione Consapevole

Quando si parla con qualcuno che affronta un momento di grande difficoltà, la comunicazione consapevole diventa uno strumento potente per offrire supporto e conforto.

✔ Le parole possono rafforzare o indebolire.
✔ Il linguaggio empatico aiuta a creare una connessione autentica.
✔ Le domande aperte stimolano un senso di controllo e possibilità.
✔ La presenza e l’ascolto attivo sono spesso il miglior dono che si possa offrire.

Se vuoi approfondire questi temi e imparare strategie pratiche per comunicare in modo efficace con chi sta attraversando un momento difficile, contattami per scoprire il percorso formativo più adatto a te.

Una comunicazione attenta e consapevole può davvero fare la differenza nella vita di chi abbiamo accanto.

Se sei un professionista della relazione di aiuto, potrai dare anche tanti altri strumenti pratici per trasformare la percezione della persona e migliorare la Vita, Oltre la Cura.

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