stefania siroli

Come Stefania ex caregiver e Analista Human Design, ha trovato soluzioni pratiche e competenze per gestire il dolore e aiutare gli altri a comprenderlo

Il motivo che mi ha spinta a frequentare il Master il Coaching Oncologico arriva dalla mia esperienza personale e familiare che mi ha fatto incontrare il tema della malattia prima e della morte poi delle persone a me più care. Due lutti importanti hanno ferito e segnato la mia parte più profonda perdendo, a causa del cancro, mia mamma prima e mio padre poi. Non bastasse l’anno scorso, con la morte del mio amato compagno, la vita mi ha scaraventata in un buco nero, doloroso e lacerante ancora più oscuro.

Con molto amore, impegno, lavoro, attenzione e aiuto esterno sono piano, piano risalita e riemersa alla vita, ma sentivo che mancava ancora molto per ritornare in una me accettabile. La ricerca quindi era quella di dare un senso a tutto quel dolore, a tutta quella sofferenza vissuta dai miei cari, da noi familiari e a quella lacerante impotenza che ha contraddistinto queste esperienze. Ed ecco che arriva il Master che ho percepito potesse essere un buon mezzo per ricevere un aiuto concreto, per essere compresa in quello stato in cui ero e che mi permettesse di poter trasformare quelle buie emozioni in qualcosa di vivo, di pulsante, di attivo.

Quello che ho trovato è stato molto di più di questo, che già era tanto in termini umani ed emotivi. Ho trovato soluzioni pratiche che hanno lavorato a livelli inaspettati, non solo sulle nuove competenze che ho acquisito e che integrerò al lavoro di sostegno, di insegnamento e di sviluppo che già pratico da tanti anni con Human Design, ma, con un valore aggiunto impagabile, ho potuto fare un viaggio personale profondo, efficace, vero, quasi cinico nel portare allo scoperto quelle convinzioni totalmente disfunzionali che mi hanno ancorata per anni ai temi importanti della vita, della morte e della guarigione in modo completamente distorto, facendomi incrociare dolore, sofferenza, fatica, frustrazione e tanta rabbia come modalità prevalenti di vedere e non-vivere la vita, che invece è ben altro.

Ho rinnovato anche l’importanza del non giudizio, della necessità fondamentale di non dare consigli personali a chi chiede aiuto, ma di mettere la persona stessa nella condizione di ricontattare l’amore per se stessa, di connettere il proprio valore personale capendo, ma non a livello della mente, che è questa la vera spinta verso la comprensione della sua propria esperienza e attraverso la propria forza divina che si nutre la capacità di trascendere le proprie lezioni, ritornando in connessione a quella scintilla sacra che ha dato loro la vita, quella vera.
Riconosco quindi una trasformazione importante che mi ha permesso di manifestare alcune decisioni importanti che muteranno la mia direzione personale, lavorativa, emotiva e fisica verso ciò che veramente è corretto, nutriente e sano per me e per le persone che si rivolgeranno a me per trasformare le proprie vite.

E quindi grazie a Mara, grazie alla vita comunque e nonostante le lacrime versate, che ora hanno però un colore e un sapore diverso, quello dell’amore, della commozione, della serenità d’animo e della pace profonda. Grazie

Stefania Sirtoli Analista di Human Design System e Operatrice Olistica.

Parlo di questi temi all'interno del Master in Coaching Oncologico

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