Sono arrivata al termine di questo percorso e guardandomi indietro con meraviglia e sensazione di pienezza, mi dico “però! Quel desiderio sordo, informe, che aleggia da 6 anni, inizia a delinearsi e chissà… !”
Un nuovo desiderio sordo sopraggiunge, questa volta gli do voce e non è più un pensiero alto, piuttosto un richiamo all’azione. Ecco Mara mi ha afferrato e mi ha messo davanti a quel desiderio per definirne una cornice, un contenuto, un colore, un suono, un tessuto, un vissuto, una prospettiva, un valore, un sentimento.
Sei anni fa ho vissuto un’esperienza oncologica: ho avuto un tumore e sebbene abbia rappresentato una parantesi dolorosa, ho un ricordo malinconico rispetto alla forza, alle risorse che ho messo in atto, al cambio di prospettiva agito, all’energia che circolava, alla gratitudine, al rispetto del mio esistere, all’importanza delle parole.
L’ultimo giorno di terapia, nel momento del saluto alle mie compagne di viaggio e all’equipe medico-sanitaria, mi sono detta, tornerò per accompagnare altre persone e i loro familiari durante questa esperienza, sostenendoli con amorevole garbo e attraverso strumenti validi.
Un pensiero anche a familiari, sì, perché, chi è nella patologia, è attenzionato, chi è intorno no e spesso non è neanche preparato per sostenere il proprio caro e paradossalmente ha più bisogno di sostegno, per accettare la malattia, il cambiamento, le sfide, il nuovo ruolo.
Da qui ho iniziato un altro viaggio: sentivo il bisogno di equipaggiarmi adeguatamente alla missione, dovevo “igienizzarmi” dal mio vissuto e acquisire maggiore consapevolezza e forza.
Ho quindi iniziato un percorso di crescita personale e che continuo a praticare, riconoscendo in ciascuno di noi il potere assoluto di sostenere il proprio benessere e l’equilibrio interiore.
E’ affascinante e divertente conoscere se stessi, altre volte doloroso e fastidioso, altre volte ancora sfidante ed emozionante: eppur sempre si vola, ci si sente leggeri e liberi, con la fiducia di arrivare.
Non ho cercato io il “master cancer coach”, mi ha trovato lui oppure ci siamo semplicemente trovati.
Avrei dovuto tenere una sessione di yoga della risata per un’associazione che sostiene le donne con cancro. Mossa dal senso di responsabilità nel proporre tale pratica e nel rispetto dello stato di chi ne avrebbe beneficiato, sono andata a curiosare in internet altri interventi simili e altre terapie integrative e voilà la mia attenzione viene catturata da Mara Mussoni e dal suo Master Cancer Coach. L‘ho contattata, con una grande emozione e un profonda stima nei suoi riguardi ho avuto un colloquio e ora sono giunta al termine del Master che va oltre la metodica e la didattica e che comunque si distingue da altre aule formative.
Le dinamiche dell’aula sono dettate da una partecipazione rispettosa rispetto alla tematica e attiva rispetto alla diversità delle esperienze di ciascuno.
Io personalmente sono rimasta piacevolmente sorpresa della naturalezza con cui Mara propone modelli, approcci, strumenti adattati alla tematica specifica, muovendosi con sapienza tra le varie discipline, proponendoci un approccio integrato e funzionale, diretto all’obiettivo e al contempo morbido. E’ chiara la sua preparazione e professionalità, è altrettanto chiara la sua passione nel trasferire l’essenziale, ciò che può funzionare davvero quando si ha a che fare con il cancro, e la sua partecipazione emotiva che rende il suo parlato autentico, viscerale, compassionevole e risolutivo allo stesso tempo; e ancora più chiaro è il suo genuino interesse a renderci responsabili, preparati, fiduciosi di assegnare – come dice Mara – potere alla/al nostra/o assistita/o.
Le sessioni non sono mai scontate e c’è continuità: tra una sessione e l’altra si smuove qualcosa su cui c’è sempre da lavorarci e che mi galvanizza perché rappresenta sempre una nuova conquista.
Lo ripeto è affascinante conoscere come siamo e come possiamo esercitare il potere su di noi, scegliendo noi per noi come stare.
Trovo Mara efficace nella formazione perché pragmatica, non te la racconta te la fa vivere, in maniera caustica e morbida allo stesso tempo e con tutta l’intenzione di proteggerti dando a te lo scudo per poterlo fare; preparata, arriva la sua passione ed esperienza; presente nelle dinamiche manifeste e non dell’aula, catturando ogni sensibilità e restituendo incoraggiamento.
E la prima volta che rivedo con piacere, con “fame” di sapere, con curiosità, le video registrazioni di un corso, perché ogni volta aggiunge un plus, ogni volta mi arriva qualcosa di diverso, ogni volta apprezzo sempre più il lavoro di sintesi ma corposo che ci viene offerto. Mi sembra di leggere in una frase che ascolto un concentrato di tanti corsi: dietro ogni parola, c’è un mondo esplorato e non un sentito dire; c’è ricerca e passione, un’onda da cui non puoi essere che piacevolmente travolto, alimentando il desiderio di fare altrettanto; c’è energia che ti assorbe e ti muove in avanti in maniera propulsiva.
Gli esercizi condivisi, affatto banali, hanno rappresentato un vero percorso personale: mi sono trovata in difficoltà, negando a me stessa gli impedimenti o provando disagio nel navigare dentro me, perché si scava, si va in profondità esattamente dove hai fatto tu stesso il buio per paura, mentre Mara nel suo attento ascolto ti aiuta a fare luce e tu prendendo consapevolezza ti rallegri, ti fai forte, quasi ti compiaci di quanto hai scoperto o focalizzato.
Ci sono delle frasi/degli esercizi che messe insieme per me hanno costruito un nuovo percorso di evoluzione:
“lascia andare cosa ti fa male”: creare spazio per il buono
“la malattia è un risultato”: una verità che fa male e che ti restituisce però potere
“60% delle cause sta nelle emozioni/pensieri” e allora quanto potere ho nel costruire nuovi pensieri!
“per chi lo fai? perchè lo fai ?” accidenti che spillo: un click che rivela anche a te la tua motivazione intrinseca, quel bisogno inconscio che agisce di continuo, che reclama la sua dignità
“o si cambia o si ripete”: un invito a provare
“per evitare il dolore si crea un omeostasi di sofferenza”: ci si adatta è vero, e allora
“e’ utile? È un bel cambio di paradigma
“chi stai sopravvalutando?”: non credo di esserla mai posta, da quando ho fatto l’esercizio è il mio grillo parlante
“quale bisogno primario stai soddisfacendo”: altra domanda che mi faccio in continuazione perché mi guida nella coerenza
“Raccontamela bene”: l’esercizio della narrazione è rivelatore del tuo sentire ed è rivelatore di quello che ti neghi di vedere e sentire
“cosa vuoi eliminare dal tuo controllo?” Già solo quel “vuoi” mi dà potere!
“i successi” intesi come fatti accaduti, abbassando il pregiudizio dell’ostentare e riconoscerti che hai agito, che ha prodotto qualcosa, che hai generato valore
“la gratitudine” che apre alla riconoscenza dell’ovvio e restituisce una grande fierezza e un grande amore per l’esistenza
“I vaffa” così liberatori che depositano rabbia e schiariscono la mente e i sentimenti
Ecco tutto questo è accaduto in queste poche settimane e so per certo che è solo l’inizio di una nuova evoluzione e chissà….!
Grazie Mara per aver messo a disposizione la tua esperienza, la tua ricerca, la tua passione, la tua missione.
Grazie Mara per i tuoi interventi così puntuali e così ricercati per pungolare con dose adeguata al fine di ambire a uno stato di miglior essere.