Indice dell'articolo
La ‘malattia’ come percorso di consapevolezza
La ‘malattia’ come occasione
La ”malattia” è una manifestazione fisica di qualcosa che nasce nella profondità del nostro essere e che viene prodotta dal nostro stesso
sistema vitale.
Nasce dallo squilibrio e dall’allontanarsi dal nostro stato di SALUTE.
La salute è il nostro stato naturale ed è il nostro interesse principale, ovvero vivere una vita sana e felice in armonia con la nostra stessa natura e con ciò che ci circonda.
Il nostro obiettivo diventa quello di migliorarci evolvendoci verso una sempre più alta consapevolezza.
La ”malattia’ impone di fare una disamina della propria vita: cambiando in essa ciò che può essere cambiato, accettando quello che non può essere cambiato, conservando la capacità di saperli distinguere. La ”malattia” diventa un’occasione per modificare il nostro atteggiamento.
”Malattia”. Cosa dici al tuo corpo e alla tua mente quando dici la parola ”Malattia”?
”Malattia” contiene la parola male, ovvero una connotazione negativa, è come se dicessimo che c’è qualcosa di male in noi. E’ un messaggio carico di storie che ci raccontiamo e credenze negative su noi stessi. Parliamo invece di sintomi che portano ad una diagnosi che non descrive uno stato personale ma etichettano una condizione.
Alla parola TUMORE – TU-MORE viene data una connotazione negativa, carica di paura e di significati, la parola stessa contiene rimandi alla morte.
La paura è un emozione.
Come le altre emozioni ha una funzione necessaria e positiva, dipende da come la si gestisce e da come si reagisce.
La paura si attiva per tutto quello che abbiamo imparato, sentito, metabolizzato consciamente e inconsciamente ed è utile perchè ci avvisa di un possibile pericolo in modo da attivarci. Spesso alla parola tumore si collega la parola scadenza, morte, ma è il cancro stesso a nutrirsi della paura che ci governa.
La paura ci concede una seconda possibilità; quella di stare fermi o di agire.
Superare la paura della ”malattia” significa superare la ”malattia” stessa attraverso l’amore per se stessi; chi ama non ha paura.
Al posto di preoccuparsi sarebbe opportuno occuparsi della propria salute al fine di tornare alla nostra condizione naturale attraverso un percorso di consapevolezza dove siamo noi gli artefici del nostro benessere.
”Guarire è toccare con amore ciò che abbiamo precedentemente toccato con paura” cit. Stephen Levine
Come agire? Accettare!
Prendere coscienza che qualsiasi evento può essere affrontato e gestito se si prende atto nel presente senza rimandare. Immaginiamo una bolletta della luce, se non la paghiamo e la rimandiamo indietro ci ritornerà con la mora…
E’ una prova da superare e se è arrivata è perchè siamo pari ad essa e serve per dimostrare a noi stessi che siamo capaci di oltrepassare l’ostacolo. Comprendere che ciò che accade, per quanto incomprensibile in apparenza, sia davvero ciò che è meglio per noi offrendoci l’opportunità di prenderci cura di noi stessi.
La ”malattia” diventa così un ”messaggero” che ci rivela i nostri veri bisogni: fisici, psicologici, emotivi e spirituali finora trascurati o ignorati.
Nell’accettazione è importante inoltre superare la rabbia, sentimento corrosivo e reazione umana, verso se stessi, verso gli altri e verso la vita,
attraverso il perdono. Il perdono infatti libera il bagaglio emotivo del passato e ci permette di riconnetterci con l’energia dell’amore.
Scegliere come sentirsi
Evitare di identificarsi con la ”malattia”, non pensare a sè stessi come a dei malati, ma a persone che stanno facendo l’esperienza
della ”malattia”. Le nostre convinzioni infatti determinano la nostra realtà. Siamo liberi di scegliere come sentirci. E’ opportuno scegliere intervenendo nella sfera dei pensieri, sentimenti, emozioni, felicità:
- la ”malattia” come punizione o come ”guerra”
- la ”malattia” come occasione per una crescita personale.
Se si lotta ”contro” qualcosa lo stesso ci opporrà resistenza pari all’energia che si è usata per combatterlo, come indicato nella terza legge delle dinamica.
Credere in se stessi, avere fiducia nella propria intuizione utilizzando la raffinata funzione della mente, definita sesto senso, che identifica senza errore ciò che è giusto per noi. Trovare il coraggio di cambiare. Per stare bene infatti occorre rinunciare a ciò che nella vita ci provoca disagio e sofferenza; lavoro, relazioni, alimentazione, stili di vita che non fanno per noi andando a cambiarli. Cambiare il linguaggio verso se stessi è fondamentale.
La vita è un cambiamento continuo, occorre accogliere il cambiamento, che non deve essere per forza radicale, può avvenire con piccoli passi.
”Anche il viaggio più lungo comincia da un piccolo passo” cit. Lao Tzu
Scegliere la vita
”Non basta guarire per paura della morte, ma scegliere di farlo per amore della vita”
E’ importante continuare a vivere pienamente con gioia e senza paura. Essere presenti in ogni momento vivendolo in pienezza per non lasciare spazio alla ”malattia”.
Quando spostiamo la nostra attenzione fuori da noi stessi è come se lasciassimo la nostra casa incustodita, a disposizione per eventuali ‘ladri’. Diversamente restando presenti nella nostra casa nessuno potrà entrare.
La vita va vissuta, gustata in ogni momento.
La sofferenza è una scelta, così come è una scelta godersi la vita, ed è alla portata di tutti.
Vi è sempre qualcosa di cui poter godere ed essere grati.
E’ opportuno riappropriarsi del proprio potere personale assumendoci la ”reggenza” del nostro regno, assumendoci così la responsabilità della nostra vita. Spetta infatti solo a noi l’onore e la responsabilità di impugnare lo scettro di sovrani assoluti del nostro corpo, mente, sentimenti, spazio e tempo per dare una svolta alla porzione di mondo che ci riguarda.
Possiamo farlo intervenendo nel nostro stile di vita, nel modo di pensare e agire, nel lavoro, nel modo di trattare gli altri e la natura evolvendoci.
Creare un mondo nuovo
Grazie all’immaginazione e all’azione è possibile aumentare il proprio potere per cambiare la realtà.
Immaginare è di per se uno straordinario atto creativo e si può immaginare e comprendere se stessi attraverso l’uso delle domande potenti ed esercizi, in modo da agire per creare una nuova consapevolezza a misura.
Una consapevolezza che ci porti a scoprire il vero scopo della nostra vita e a diventare scopo.
‘Quali sono i tuoi desideri? – Quali sono i bisogni? -Cosa vorresti fare che non hai mai fatto? – Come potresti rendere piacevoli le tue giornate? – Che cosa potresti modificare di concreto in questo momento per superare il problema di salute guardando la tua vita? – Quanto ti sta costando emotivamente continuare così? – Se avessi una bacchetta magica come la useresti? – Cosa possiamo imparare da tutto questo?….
Mi ha colpito molto una dichiarazione a La Stampa del Prof. Veronesi: ‘Per la prognosi c’è sempre un margine di incertezza,
e in quel margine, abita la speranza, che nessun medico ha il diritto di togliere”.
Grazie di cuore, Mara!
Fabrizia Pavetto, Mamma, Giornalista, Operatrice olistica, Pratictioner e Technician PNL, Professional Coach.