migliorare relazione col malato oncologico

Trasformare le convinzioni sulla malattia: il potere della consapevolezza nella relazione di aiuto

Durante il Master in Coaching Oncologico, lavoro con i professionisti della relazione di aiuto per aiutarli a riconoscere e trasformare le proprie convinzioni riguardo alla salute, alla malattia e al processo di cambiamento.

Ma da dove nascono le convinzioni che abbiamo su questi temi?

Fin da piccoli, siamo stati educati senza che nessuno ci spiegasse realmente cosa significa salute e cosa rappresenta la malattia.

Molte delle idee che abbiamo su questi argomenti derivano dall’ambiente in cui siamo cresciuti, dalla famiglia, dalle esperienze vissute o dalle storie che abbiamo sentito raccontare.

🔹 Se in casa nostra la malattia era vista come una sfortuna, un evento ingiusto che colpiva senza motivo…
🔹 Se abbiamo vissuto accanto a persone che si sono sempre lamentate dei propri sintomi senza mai cercare soluzioni concrete…
🔹 Se ci è stato insegnato che la malattia è qualcosa che arriva all’improvviso e che non possiamo controllare in alcun modo…

È molto probabile che oggi portiamo con noi queste convinzioni limitanti, che influenzano il modo in cui vediamo la sofferenza e il nostro ruolo nella relazione di aiuto.

Dalla passività alla responsabilità: come trasformare la percezione della malattia

Molti credono che affrontare una condizione difficile significhi solo sottoporsi a cure e seguire terapie, dimenticando che c’è un altro aspetto fondamentale nel processo di miglioramento:

Il modo in cui percepiamo e affrontiamo le situazioni difficili influisce sulla nostra capacità di gestirle.

Non si tratta di negare l’importanza delle cure mediche, ma di ampliare la prospettiva, comprendendo che ci sono azioni concrete che possono aiutare chi affronta un momento difficile a ritrovare un equilibrio più sano.

Il ruolo del professionista della relazione di aiuto è proprio quello di aiutare la persona a prendere consapevolezza del proprio potere personale.

Sappiamo che stress, emozioni represse e convinzioni limitanti possono impattare sulla qualità della vita e rendere ancora più faticoso un percorso già complesso. Per questo, nel Master in Coaching Oncologico lavoriamo sulla trasformazione delle convinzioni profonde, affinché chi si affida a un professionista possa:

✅ Riconoscere i pensieri che lo mantengono in uno stato di blocco.
✅ Gestire le emozioni negative in modo più consapevole e costruttivo.
✅ Sviluppare strumenti per affrontare le difficoltà con più fiducia e sicurezza.

Un esempio concreto: il cambiamento di prospettiva di S.

S. ha partecipato al Master perché sentiva di essere bloccata in una condizione di vittimismo che la faceva stare male.

Per anni aveva vissuto la propria difficoltà con senso di ingiustizia, chiedendosi perché proprio a lei fosse toccato quel percorso.

💬 “Perché gli altri possono vivere normalmente mentre io devo affrontare tutto questo?”

🔹 Il punto di svolta è arrivato quando ha capito che la sua sofferenza non derivava solo dalla condizione in sé, ma dal modo in cui la interpretava.

Attraverso il percorso di consapevolezza, ha imparato a prendersi la sua responsabilità e a modificare le sue abitudini quotidiane, portando nella sua vita piccoli cambiamenti che hanno migliorato il suo benessere generale.

🔹 Ha smesso di sentirsi diversa dagli altri.
🔹 Ha compreso che tutti, in modi diversi, affrontano difficoltà e conflitti interiori.
🔹 Ha realizzato che la vera differenza non sta nella conoscenza della malattia oncologica, ma nella prospettiva con cui si guarda la vita.

“Tutti siamo esseri umani in viaggio verso l’equilibrio, mentale, emotivo e spirituale.”

Superare l’apparenza e riscoprire l’essenza

Molte persone, quando affrontano momenti di difficoltà, si sentono definite dalla loro condizione.

Ma se c’è una cosa che il percorso di consapevolezza insegna, è che:

Non è la situazione a definirci, ma il modo in cui scegliamo di affrontarla.

Spesso, la vera sfida non è la malattia in sé, ma l’idea che abbiamo di essa e il peso emotivo che le attribuiamo.

La vera trasformazione avviene quando si riesce a guardare oltre l’apparenza delle cose e a comprendere che tutti, in modi diversi, affrontano ostacoli e difficoltà.

🔹 Non esistono “persone diverse” o “situazioni peggiori di altre”.
🔹 Ciò che conta è la capacità di trasformare l’esperienza in una crescita interiore.

Il vero ostacolo non è mai l’evento in sé, ma la percezione che abbiamo di esso.

Ecco perché, come professionisti della relazione di aiuto, è fondamentale:

✔ Aiutare chi si affida a noi a riconoscere e trasformare le proprie convinzioni depotenzianti.
✔ Supportarlo nel trovare risorse interiori per affrontare le difficoltà in modo più consapevole e proattivo.
✔ Offrire strumenti per sviluppare un atteggiamento più resiliente e fiducioso.

Il vero cambiamento inizia dentro di noi

🔹 Non possiamo cambiare gli eventi, ma possiamo cambiare il nostro modo di interpretarli.
🔹 Non possiamo sempre scegliere cosa ci accade, ma possiamo scegliere come rispondere a ciò che accade.

Se vuoi davvero aiutare gli altri a migliorare la loro vita, devi prima trasformare il tuo approccio.

Perché la vera differenza non si fa con le parole, ma con l’energia e la consapevolezza con cui si accompagnano le persone nel loro percorso.

E tu? Sei pronto a guardare la realtà con occhi diversi?

Se vuoi leggere i racconti di altre esperienze di allievi del Master in Coaching Oncologico, puoi leggere i seguenti articoli: “Come Enrico, ex caregiver e coach dello sport, ha cambiato già la sua comunicazione” e “Come Maria Elena ha migliorato la sua comunicazione e le sue relazioni.”

Oppure cliccando qui puoi guardare le video-testimonianze degli ex allievi del Master in Coaching Oncologico.

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Come dico spesso, NON è per tutti. Ci sono migliaia di professionisti là fuori che lavorano per lavorare e se ne infischiano di come fanno sentire le persone e di quali risultati portano, IO NON VOGLIO LAVORARE con loro.

SE scrivi a me, fallo solo perché ami vedere cambiare la gente, migliorargli la Vita, nonostante il periodo più buio della loro esistenza e sei così attento e sensibile alla relazione con l’altro, che non riesci a dormire la notte se non sei sicuro di aver dato tutto il meglio che esiste.

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