Acting out come riconoscere i primi segnali nei malati oncologici

Acting out: come riconoscere i primi segnali nei malati oncologici

Quando una persona si trova ad affrontare un momento di difficoltà legato alla salute, può sperimentare una vasta gamma di emozioni, a volte contrastanti e difficili da gestire. Questo processo può generare cambiamenti nel modo di vivere le relazioni, nei pensieri e nelle azioni quotidiane.

Il professionista della relazione d’aiuto ha il compito di accogliere e comprendere queste reazioni senza giudizio, offrendo uno spazio sicuro in cui la persona possa esplorare e dare significato ai propri vissuti. Tra le diverse risposte emotive che possono emergere, alcune si manifestano attraverso comportamenti impulsivi o reazioni improvvise, fenomeno nell’ambito della gestione delle emozioni viene talvolta definito come “acting out”.

Saper riconoscere queste dinamiche e comprendere il loro significato è un passo fondamentale per accompagnare la persona nel suo percorso, aiutandola a esprimere le proprie emozioni in modo più consapevole e funzionale.

Esprimere le emozioni attraverso l’azione: quando il corpo parla per la mente

Ogni persona affronta le difficoltà in modo diverso, in base alla propria storia, alle proprie risorse interiori e al contesto in cui vive. Quando le emozioni sono intense e difficili da verbalizzare, possono manifestarsi attraverso il comportamento.

In alcuni casi, questa modalità di espressione può assumere la forma di reazioni impulsive, che sembrano “scavalcare” il pensiero razionale. La persona potrebbe:
✔️ Mostrare momenti di agitazione o nervosismo.
✔️ Esprimere rabbia in modo più diretto o improvviso.
✔️ Avere difficoltà a comunicare verbalmente i propri vissuti.

Queste manifestazioni non sono segni di debolezza, né devono essere necessariamente viste come problematiche. Al contrario, possono rappresentare un tentativo della persona di far emergere un disagio interiore, un bisogno inascoltato o una richiesta di supporto.

Le reazioni emotive nei momenti di cambiamento

Ricevere una notizia che cambia la propria quotidianità porta con sé un processo di adattamento che può svilupparsi in modi diversi. Alcune persone riescono a rielaborare le proprie emozioni attraverso il dialogo e la riflessione, mentre altre possono trovare più difficile esprimere ciò che sentono, lasciando che il corpo parli attraverso le azioni.

Questo può accadere, ad esempio, quando la persona:
✔️ Si sente sopraffatta dalle informazioni e fatica a elaborarle.
✔️ Ha vissuti passati che rendono difficile affrontare il cambiamento.
✔️ Ha una percezione della malattia influenzata da esperienze precedenti.

In questi casi, è utile che il professionista della relazione d’aiuto offra uno spazio di ascolto e accompagni la persona nella comprensione di ciò che sta provando, senza forzare il dialogo ma lasciando emergere i vissuti nel rispetto dei tempi e dei bisogni individuali.

Dare spazio all’espressione emotiva in modo funzionale

Quando le emozioni sono particolarmente intense, è importante trovare modi per esprimerle in maniera costruttiva, trasformando l’impulso in un’occasione di consapevolezza.

Alcuni strumenti che possono aiutare la persona in questo percorso includono:
✔️ La scrittura espressiva: mettere su carta i propri pensieri aiuta a dare forma alle emozioni e a comprenderle meglio.
✔️ Il respiro consapevole: esercizi di respirazione possono essere utili per calmare l’agitazione e riportare il focus sul presente.
✔️ L’attività fisica dolce: muoversi attraverso passeggiate o pratiche di rilassamento può favorire il rilascio della tensione emotiva.

Queste strategie non sono soluzioni universali, ma possono essere adattate in base alle esigenze della persona, rispettando sempre il suo modo unico di affrontare il momento che sta vivendo.

Comunicazione e relazione d’aiuto: il ruolo del professionista

Il professionista della relazione d’aiuto può avere un impatto significativo nell’accompagnare la persona nella gestione delle proprie emozioni. Alcuni principi fondamentali includono:

✔️ Ascoltare senza giudicare: ogni reazione ha un significato e merita di essere accolta con rispetto.
✔️ Favorire l’espressione senza forzature: la persona deve sentirsi libera di comunicare secondo i propri tempi e modi.
✔️ Offrire strumenti per comprendere le proprie emozioni: aiutare la persona a dare un nome a ciò che prova può essere un primo passo verso la consapevolezza.

Inoltre, è importante evitare frasi di circostanza o tentativi di rassicurazione che potrebbero non rispondere al reale bisogno della persona. Un dialogo autentico e basato sull’empatia è il miglior strumento per costruire una relazione di fiducia.

Accogliere il cambiamento senza paura

Le emozioni legate a un momento di trasformazione possono essere complesse, ma fanno parte del processo di adattamento alla nuova realtà. Permettere alla persona di esplorarle senza sentirsi giudicata o incompresa può aiutarla a ritrovare un senso di equilibrio e serenità.

Il compito del professionista non è eliminare il disagio, ma accompagnare la persona nella scoperta delle proprie risorse per affrontarlo nel modo più funzionale possibile. Creare uno spazio sicuro, in cui l’altro possa sentirsi accolto e compreso, è la chiave per un supporto efficace e rispettoso della sua individualità.

Come spiego nell’articolo Atteggiamento vittimistico e atteggiamento proattivo: differenze e opportunità nell’approccio professionale, queste dinamiche impediscono al malato di imparare a gestire le proprie emozioni in autonomia e di comprendere ciò che sta accadendo nel suo corpo e nella sua mente.

Per approfondire l’argomento, leggi anche: Perché le scale di valutazione del dolore ignorano il patimento.

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