malato oncologico resistenza al cambiamento

Se prescrivi ad un malato oncologico un cambiamento troppo grande lui lo rifiuterà. Ecco invece come agire.

Quando si lavora con persone che attraversano esperienze oncologiche, è fondamentale comprendere le dinamiche profonde che influenzano il loro stato emotivo, le loro abitudini e la loro capacità di affrontare il cambiamento. Ogni individuo costruisce nel tempo una propria omeostasi, ovvero un equilibrio personale che regola il suo modo di relazionarsi con sé stesso e con il mondo. Questo equilibrio può essere funzionale o disfunzionale, ma è sempre un punto di riferimento per la persona.

Come professionista della relazione d’aiuto – che tu sia un counselor, un coach, un operatore olistico, un nutrizionista o un farmacista – il tuo obiettivo non è quello di “imporre” un cambiamento drastico, ma piuttosto quello di accompagnare la persona verso trasformazioni graduali, sostenibili e rispettose del suo vissuto.

Perché alcune strategie di cambiamento non funzionano col malato oncologico?

Uno degli errori più comuni è quello di fornire consigli troppo ambiziosi o rigidi, senza considerare la realtà quotidiana della persona e le resistenze naturali che essa può avere.

Ad esempio, dire a qualcuno:
👉 “Da domani cambia completamente la tua alimentazione, iscriviti in palestra e inizia una routine di allenamento quotidiano”

Potrebbe sembrare un consiglio motivante, ma in realtà è poco realistico. Spesso la persona segue queste indicazioni per qualche giorno, per poi abbandonarle e sentirsi ancora più frustrata.

🔹 Perché accade? Perché il nostro cervello tende a resistere ai cambiamenti drastici, specialmente quando ci troviamo in situazioni di forte stress o difficoltà emotiva.

L’Importanza di Comprendere l’Equilibrio Individuale

Ogni persona ha una propria omeostasi, ovvero un insieme di abitudini, schemi mentali e modalità di comportamento che le danno sicurezza e stabilità. Anche quando questo equilibrio è disfunzionale, rappresenta comunque una “zona di comfort” a cui la persona tende a tornare.

Se il tuo obiettivo è supportare una persona nel migliorare la propria qualità di vita, devi sempre considerare che il cambiamento deve essere graduale e sostenibile nel tempo.

💡 Esempio pratico:
🔹 Se dici: “Dovresti iniziare a meditare ogni mattina per un’ora.”
➡️ È probabile che la persona trovi difficile integrare questa nuova abitudine nella sua routine.

🔹 Se invece dici: “Ti andrebbe di dedicare 5 minuti al giorno per un momento di respiro consapevole?”
➡️ Questa richiesta è più accessibile e ha molte più probabilità di essere accolta e mantenuta nel tempo.

L’Esperimento della Rana: un Principio Fondamentale del Cambiamento

Per comprendere meglio questo concetto, possiamo fare riferimento all’esperimento della rana, noto in psicologia come esempio di adattamento graduale al cambiamento.

Lo studioso Noam Chomsky fece due esperimenti:

1️⃣ Nel primo esperimento, mise una rana in una pentola d’acqua fredda e la portò lentamente a ebollizione. La rana si adattò progressivamente al cambiamento di temperatura, senza accorgersi del pericolo, fino a rimanere nell’acqua bollente.
2️⃣ Nel secondo esperimento, prese un’altra rana e la gettò direttamente in una pentola di acqua bollente. Questa, percependo immediatamente il forte contrasto termico, saltò fuori istintivamente.

📌 Cosa ci insegna questo esperimento?
Che un cambiamento graduale è molto più accettabile di un cambiamento drastico.

Se vogliamo accompagnare una persona verso nuove abitudini, dobbiamo rispettare i suoi tempi e la sua capacità di adattamento.

Strategie pratiche per facilitare e favorire il cambiamento del malato oncologico

Ecco alcune strategie che puoi applicare per rendere più efficace il tuo supporto:

1️⃣ Considera il Contesto Relazionale

Prima di proporre qualsiasi suggerimento, chiediti:
Che tipo di relazione ho con questa persona?
Mi ha chiesto esplicitamente un supporto o sto cercando di offrirlo senza che sia richiesto?
Quali sono le sue reali necessità in questo momento?

🔹 Se la persona non ha espresso una richiesta chiara, il miglior modo per aiutarla è l’ascolto. Un ascolto autentico e senza giudizio spesso è più efficace di un consiglio.

2️⃣ Individua le Relazioni più Impattanti sulla Persona

Le relazioni hanno un ruolo fondamentale nel determinare le nostre emozioni e la nostra capacità di affrontare il cambiamento.

Chiedi alla persona:
💡 “Quali sono le persone che più influenzano il tuo stato emotivo?”

Questa domanda aiuta a comprendere il contesto in cui la persona si muove e a identificare eventuali ostacoli relazionali al cambiamento.

3️⃣ Introduci Piccoli Cambiamenti Progressivi

Invece di proporre cambiamenti radicali, aiuta la persona a compiere piccoli passi:

✔ Se vuole migliorare la propria alimentazione, proponi un solo piccolo cambiamento alla volta.
✔ Se vuole dedicarsi più tempo, suggerisci un’attività breve e semplice, piuttosto che un piano troppo strutturato.

📌 Esempio pratico:
🟢 Invece di: “Da domani cambia completamente alimentazione.”
Dì: “Ti andrebbe di provare ad aggiungere un cibo più salutare ai tuoi pasti questa settimana?”

Questo approccio facilita l’accettazione e aumenta le probabilità di successo nel tempo.

4️⃣ Lavora sulla Consapevolezza e sull’Accettazione

Spesso la difficoltà non è tanto nel fare qualcosa di nuovo, ma nel lasciare andare vecchi schemi e paure.

Puoi aiutare la persona a riflettere con domande come:
“Cosa ti trattiene dal provare questo cambiamento?”
“Cosa potrebbe rendere questo passo più semplice per te?”

Malato oncologico: come migliorarne la gestione in modo efficace

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